Fallimento dell'Europa sui rifugiati fa eco il collasso morale del 1930

Ancora una volta un triste episodio il cui protagonista è uno dei più importanti paesi della  “civilissima” Europa. La Camera dei Comuni ha bocciato una proposta del governo inglese di accogliere 3000 bambini siriani che stazionano nell’”inferno” di Calais o in altri campi, in un quinquennio.

E ancora una volta vengono evocati tristissimi episodi del passato che si pensava fossero ormai relegati sui libri di storia: in questo articolo viene ricordata la “conferenza di Evian”, in altri  “deportazioni di massa” o la “cortina di ferro”.

 Purtroppo la “globalizzazione dell’indifferenza” diventa sempre più pervasiva e l’eco sui media di fatti di questo genere sempre più flebile. (P.R.)

 

The Guardian

Europe’s failure on refugees echoes the moral collapse of the 1930s

Patrick Kingsley

British MPs have voted down a plan to admit just 600 child refugees a year. With governments across the continent abdicating responsibility, this is an ethical catastrophe of historic proportions

 

Child refugees queuing for food at the makeshift camp at Idomeni, northern Greece.

Child refugees queuing for food at the makeshift camp at Idomeni, northern Greece. Photograph: Bulent Kilic/AFP/Getty Images

Tuesday 26 April 2016 18.18 BST Last modified on Tuesday 26 April 2016 23.55 BST

In 1938, representatives from 32 western states gathered in the pretty resort town of Evian, southern France. Evian is now famous for its water, but back then, the delegates had something else on their minds. They were there to discuss whether to admit a growing number of Jewish refugees, fleeing persecution in Germany and Austria. After several days of negotiations, most countries, including Britain, decided to do nothing.

On Monday, I was reminded of the Evian conference when British MPs voted against welcoming just 600 child refugees a year over the next half-decade. The two moments are not exactly comparable. History doesn’t necessarily repeat itself. But it does echo, and it does remind us of the consequences of ethical failure. Looking back at their inaction at Evian, delegates could claim they were unaware of what was to come. In 2016, we no longer have that excuse.

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Denunciando i crimini di guerra dell’Arabia Saudita

L’Arabia Saudita è da tempo un incubo per i diritti umani, ma dopo i bombardamenti su scuole e ospedali finalmente l’Europa ha cominciato a parlare di embargo delle armi. Il voto però era a rischio sotto la pressione delle lobby, così 740mila avaaziani si sono fatti sentire inondando i parlamentari di messaggi e chiamate. E abbiamo vinto: per la prima volta nella storia un parlamento occidentale ha votato un embargo della vendita di armi all’Arabia Saudita! Ora la pressione è tutta sui governi nel rispettare la direttiva europea.

"Abbiamo ricevuto telefonate dalla Scozia alla Francia allo Yemen. Avaaz è stata cruciale per portare questo messaggio al Parlamento Europeo."
- Alyn Smith, Europarlamentare

 

Vincendo per la Palestina

Dopo l’ennesima strage di civili a Gaza, quasi 2 milioni di noi si sono rivolti direttamente a 6 aziende private che fanno affari con l’occupazione militare israeliana in Palestina. Abbiamo scritto agli amministratori delegati, manifestato da Londra a Ramallah, li abbiamo incontrati e fatto pressione su altri Paesi affinché interrompessero i rapporti con queste aziende. E finora già 3 di quelle 6 aziende si sono ritirate dall’occupazione! Nella lunga strada verso la libertà e la pace, questa tattica sta avendo un impatto enorme.

"I quasi 2 milioni di avaaziani che si sono uniti alla battaglia per chiedere alle aziende di disinvestire dall'occupazione hanno mostrato a Israele che la pressione per far finire questa oppressione è ormai universale."
- Rabbi Alissa Wise, Vice Direttrice, Jewish Voices for Peace

 

Riunendo i bambini rifugiati con le loro famiglie

Migliaia di bambini rifugiati sono dispersi in Europa, separati dai loro genitori e vittime della tratta di esseri umani in corso nel nostro continente. Per salvarli, 40mila avaaziani hanno donato e finanziato avvocati che ora li stanno cercando e aiutando legalmente a ritrovare le loro famiglie. Decine di bambini stanno già ricevendo aiuto. E proprio questa settimana 3 di questi ragazzi sono arrivati a Londra e hanno rivisto le loro famiglie per la prima volta dopo mesi!

"Non c’è niente che possa dire che possa trasmettere la gratitudine che ho per tutti voi. Grazie dal profondo del mio cuore."
- Uno dei ragazzi al suo arrivo nel Regno Unito

 

Vietando le MGF in Somalia

Il Primo Ministro della Somalia ha appena aggiunto la sua firma al nostro milione, a sostegno del divieto assoluto delle mutilazioni genitali femminili! Gli esperti di diritti umani ci avevano detto che la pressione globale poteva essere cruciale ma non ci saremmo mai aspettati che in pochi giorni non solo il Primo Ministro, ma anche quelli per gli Affari Esteri e per le Donne avrebbero firmato la petizione rivolta a loro stessi! Siamo ora al lavoro con questi leader, l’Unicef, e le donne somale sopravvissute a questa pratica e siamo ormai vicinissimi ad ottenere che le mutilazioni genitali femminili diventino illegali in Somalia! (Quil'articolo della BBC!)

"Mi impegno a fermare la MGF in Somalia tramite la legge, la promozione, l’istruzione e il coinvolgimento delle comunità."
- Omar Abdirashid Ali Sharmarke, Primo Ministro somalo

Creando speranza nel 2016
Tutte queste battaglie sono parte di conflitti più profondi che attraversano la nostra società. A volte le campagne di Avaaz non hanno l’obiettivo di ottenere una legge o fermare un’ingiustizia, ma quello di diffondere la speranza e contribuire a modificare la cultura e il dibattito politico. Questi sono tre esempi degli ultimi mesi.

 

Celebrando questi eroi greci

Ispirata dai pescatori e dai pensionati delle isole greche che hanno salvato e accolto migliaia di famiglie disperate in fuga dalla guerra, l’avaaziana Alkmini ha lanciato una petizione per candidare questi eroi sconosciuti al premio Nobel per la pace. In pochi giorni 600mila persone hanno firmato la campagna e Desmond Tutu ha appoggiato la candidatura ufficiale al Nobel inviata da oltre 230 studiosi e accademici da tutto il mondo. Questa storia emozionante di una umanità che sconfigge la paura ha catturato l’attenzione della BBC, della CNNe dei media italiani, dall'Ansa a Repubblica.

"Sono tempi in cui la paura e il razzismo minacciano le nostre società e l’Europa alza muri, la grande mobilitazione dei membri di Avaaz ha fatto risuonare alta in tutto il mondo la voce della nostra umanità."
- Matina Katsiveli, cofondatrice della Rete per la Solidarietà di Leros
 
 
Rispondendo all’odio con umanità
 
Dopo gli attacchi contro alcune donne a capodanno in Germania c’è stata un’ondata di razzismo e xenofobia. Decine di uomini richiedenti asilo hanno risposto a tutto ciò distribuendo rose alle passanti, in segno di rispetto. E per ringraziarli e dimostrare solidarietà e accoglienza, cento avaaziane hanno fatto lo stesso e hanno realizzato un video che in poche ore è diventato virale.
 

"Questi uomini hanno regalato dei fiori in segno di pace. Come membri di Avaaz, volevamo rispondere a questo gesto coraggioso e mostrare che si può rispondere all’odio con umanità."
- Maresa, della comunità di Avaaz

 

Storie come queste riempiono di speranza no?
E la cosa più incredibile è che sono solo una frazione di quello che il nostro movimento ha fatto negli ultimi mesi!
Le nostre azioni hanno un impatto: stiamo vincendo, e lo stiamo facendo in un modo che costruisce quel mondo che sogniamo per i nostri figli. C’è ancora tantissima strada ma bisogna anche avere momenti come questo, di gratitudine per i 43 milioni di meravigliosi avaaziani che compongono questo movimento. Tutti noi, insieme.

Grazie, grazie, grazie!!!

 

La Merkel rischia di essere incriminata presso la Corte Costituzionale tedesca, perché la "cultura dell'accoglienza è non solo ingenua ma anche completamente illegale" poiché,per la costituzione tedesca (emendamento del 1993) e per il trattato di Dublino, la protezione non va concessa a chi proviene da stati “sicuri”. E i nove stati con i quali confina la Germania sono considerati tali.

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Attivista per i diritti dei bambini danesi multato per tratta di essere umani

 

La Danimarca in quest’ultimo periodo non cessa di stupirci (sempre in negativo). Dopo la legge dello scorso gennaio sulla confisca agli emigrati  di danaro e gioielli al di sopra di un certo valore, ora apprendiamo che un’attivista danese per i diritti dei bambini  è stata multata di circa 3000 euro (e della stessa cifra anche il marito), perché colpevole di aver dato un passaggio a una famiglia di siriani che voleva raggiungere la Svezia.

Ha detto Lisbeth Zornig (questo il nome dell’attivista) : “I am very angry because the only thing we did was the decent thing, the same that hundreds of others did.They are criminalising decency.”

Questo comportamento della giustizia danese è in aperta contraddizione con un protocollo delle Nazioni Unite sul traffico dei migranti che lo definisce tale solo se è motivato da“financial or other material benefit”.

(Pietro Rizzo)

 

 Lisbeth Zornig says her fine for giving a lift to family of Syrians is ‘criminalising decency’ amid asylum clampdown in Denmark

Lisbeth Zornig with a Syrian family she drove to Copenhagen in her car

Lisbeth Zornig with a Syrian family she drove to Copenhagen in her car. Photograph: Mikael Lindholm

 

The Guardian

 

David Crouch in Gothenburg

Friday 11 March 2016 14.04 GMT Last modified on Friday 11 March 2016 15.31 GMT

A high-profile Danish campaigner for children’s rights was prosecuted on Friday under people trafficking laws, shining a spotlight once more on the country’s crackdown on asylum, as Scandinavian countries compete to make themselves unattractive destinations for refugees.

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Danish children’s rights activist fined for people trafficking