Denunciando i crimini di guerra dell’Arabia Saudita

L’Arabia Saudita è da tempo un incubo per i diritti umani, ma dopo i bombardamenti su scuole e ospedali finalmente l’Europa ha cominciato a parlare di embargo delle armi. Il voto però era a rischio sotto la pressione delle lobby, così 740mila avaaziani si sono fatti sentire inondando i parlamentari di messaggi e chiamate. E abbiamo vinto: per la prima volta nella storia un parlamento occidentale ha votato un embargo della vendita di armi all’Arabia Saudita! Ora la pressione è tutta sui governi nel rispettare la direttiva europea.

"Abbiamo ricevuto telefonate dalla Scozia alla Francia allo Yemen. Avaaz è stata cruciale per portare questo messaggio al Parlamento Europeo."
- Alyn Smith, Europarlamentare

 

Vincendo per la Palestina

Dopo l’ennesima strage di civili a Gaza, quasi 2 milioni di noi si sono rivolti direttamente a 6 aziende private che fanno affari con l’occupazione militare israeliana in Palestina. Abbiamo scritto agli amministratori delegati, manifestato da Londra a Ramallah, li abbiamo incontrati e fatto pressione su altri Paesi affinché interrompessero i rapporti con queste aziende. E finora già 3 di quelle 6 aziende si sono ritirate dall’occupazione! Nella lunga strada verso la libertà e la pace, questa tattica sta avendo un impatto enorme.

"I quasi 2 milioni di avaaziani che si sono uniti alla battaglia per chiedere alle aziende di disinvestire dall'occupazione hanno mostrato a Israele che la pressione per far finire questa oppressione è ormai universale."
- Rabbi Alissa Wise, Vice Direttrice, Jewish Voices for Peace

 

Riunendo i bambini rifugiati con le loro famiglie

Migliaia di bambini rifugiati sono dispersi in Europa, separati dai loro genitori e vittime della tratta di esseri umani in corso nel nostro continente. Per salvarli, 40mila avaaziani hanno donato e finanziato avvocati che ora li stanno cercando e aiutando legalmente a ritrovare le loro famiglie. Decine di bambini stanno già ricevendo aiuto. E proprio questa settimana 3 di questi ragazzi sono arrivati a Londra e hanno rivisto le loro famiglie per la prima volta dopo mesi!

"Non c’è niente che possa dire che possa trasmettere la gratitudine che ho per tutti voi. Grazie dal profondo del mio cuore."
- Uno dei ragazzi al suo arrivo nel Regno Unito

 

Vietando le MGF in Somalia

Il Primo Ministro della Somalia ha appena aggiunto la sua firma al nostro milione, a sostegno del divieto assoluto delle mutilazioni genitali femminili! Gli esperti di diritti umani ci avevano detto che la pressione globale poteva essere cruciale ma non ci saremmo mai aspettati che in pochi giorni non solo il Primo Ministro, ma anche quelli per gli Affari Esteri e per le Donne avrebbero firmato la petizione rivolta a loro stessi! Siamo ora al lavoro con questi leader, l’Unicef, e le donne somale sopravvissute a questa pratica e siamo ormai vicinissimi ad ottenere che le mutilazioni genitali femminili diventino illegali in Somalia! (Quil'articolo della BBC!)

"Mi impegno a fermare la MGF in Somalia tramite la legge, la promozione, l’istruzione e il coinvolgimento delle comunità."
- Omar Abdirashid Ali Sharmarke, Primo Ministro somalo

Creando speranza nel 2016
Tutte queste battaglie sono parte di conflitti più profondi che attraversano la nostra società. A volte le campagne di Avaaz non hanno l’obiettivo di ottenere una legge o fermare un’ingiustizia, ma quello di diffondere la speranza e contribuire a modificare la cultura e il dibattito politico. Questi sono tre esempi degli ultimi mesi.

 

Celebrando questi eroi greci

Ispirata dai pescatori e dai pensionati delle isole greche che hanno salvato e accolto migliaia di famiglie disperate in fuga dalla guerra, l’avaaziana Alkmini ha lanciato una petizione per candidare questi eroi sconosciuti al premio Nobel per la pace. In pochi giorni 600mila persone hanno firmato la campagna e Desmond Tutu ha appoggiato la candidatura ufficiale al Nobel inviata da oltre 230 studiosi e accademici da tutto il mondo. Questa storia emozionante di una umanità che sconfigge la paura ha catturato l’attenzione della BBC, della CNNe dei media italiani, dall'Ansa a Repubblica.

"Sono tempi in cui la paura e il razzismo minacciano le nostre società e l’Europa alza muri, la grande mobilitazione dei membri di Avaaz ha fatto risuonare alta in tutto il mondo la voce della nostra umanità."
- Matina Katsiveli, cofondatrice della Rete per la Solidarietà di Leros
 
 
Rispondendo all’odio con umanità
 
Dopo gli attacchi contro alcune donne a capodanno in Germania c’è stata un’ondata di razzismo e xenofobia. Decine di uomini richiedenti asilo hanno risposto a tutto ciò distribuendo rose alle passanti, in segno di rispetto. E per ringraziarli e dimostrare solidarietà e accoglienza, cento avaaziane hanno fatto lo stesso e hanno realizzato un video che in poche ore è diventato virale.
 

"Questi uomini hanno regalato dei fiori in segno di pace. Come membri di Avaaz, volevamo rispondere a questo gesto coraggioso e mostrare che si può rispondere all’odio con umanità."
- Maresa, della comunità di Avaaz

 

Storie come queste riempiono di speranza no?
E la cosa più incredibile è che sono solo una frazione di quello che il nostro movimento ha fatto negli ultimi mesi!
Le nostre azioni hanno un impatto: stiamo vincendo, e lo stiamo facendo in un modo che costruisce quel mondo che sogniamo per i nostri figli. C’è ancora tantissima strada ma bisogna anche avere momenti come questo, di gratitudine per i 43 milioni di meravigliosi avaaziani che compongono questo movimento. Tutti noi, insieme.

Grazie, grazie, grazie!!!